Issue 001
PARANOID
SWOOSH
PROGRAMS
Design Culture Dispatch
Three themes at a time
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ONLY THE PARANOID SURVIVE
Quanto è importante un dettaglio?
Qualche settimana fa, SpaceX ha pubblicato un video per celebrare uno dei lanci di Starship, il razzo con cui Elon Musk sogna di portare l’uomo su Marte. Un video potentissimo che mostra tutto il duro lavoro dietro a un’idea in grado di cambiare il futuro dell’umanità. Da notare anche il product placement del nuovo Cybertruck che trasporta tranquillamente pezzi del razzo. Ma tra le tante immagini spettacolari, sono sicuro che molti avranno notato un tappetino del mouse con la scritta “Only the paranoid survive”. Non è un dettaglio, è molto di più.
La frase è attribuita ad Andrew Grove, ex CEO di Intel, che è anche il titolo del suo libro.
Elon Musk la sta utilizzando parecchio nella sua comunicazione, anche con i propri dipendenti.
Ho attraversato la recessione del 2000 e del 2001 e quella del 2008-9 e sono diventato un po’ paranoico all'idea di non farcela durante le recessioni - ha detto Musk ai dipendenti di Twitter quando ha acquistato il social -. Ho un disturbo da stress post-traumatico dovuto allo sforzo di mantenere in vita X.com e PayPal durante la recessione del 2000. E di mantenere in vita Tesla durante la recessione del 2009. Vale la pena ricordare che nel 2009 sia la General Motors che la Chrysler sono fallite. Tesla non lo fece, nonostante fosse una società di veicoli elettrici in pieno avviamento. È stato estremamente difficile tenerci in vita nel 2009. E il motivo per cui siamo stati in grado di farlo è perché siamo stati paranoici. Bene, allora [anche qui a Twitter] saremo paranoici e sopravviveremo.
Elon Musk ha trasformato le sue ossessioni in una vera e propria bandiera. La rete è disseminata di consigli e mail ai suoi dipendenti su come ottimizzare l'efficienza dei processi. È ossessionato dai dettagli più minuti, consapevole del loro impatto tangibile sul risultato di un lavoro o di una semplice riunione. Ma qui c’è qualcosa di nuovo, non stiamo parlando di ottimizzazione ma di puro storytelling, ed è un dettaglio bellissimo.
THE WEIRD SUPERHERO
Anche nel mondo di Nike ci sono stati dei clamorosi flop.
Nel 1996, Nike lavorava a un progetto sperimentale chiamato Nike Sports Entertainment, mirato alla creazione di eventi per promuovere grandi atleti dell'epoca, tra cui volti celebri come Michael Jordan, Tiger Woods, Andre Agassi e Charles Barkley.
Il reparto marketing decise di spingersi oltre, creando un supereroe chiamato Swoosh Superhero. Caratterizzato da un design futuristico, presentava una finitura prevalentemente argento, un audace Swoosh Nike rosso sul petto e due mini Swoosh su entrambi i lati del casco, simili a quelli dell'originale Air Max 97 'Silver Bullet', che sarebbe stato lanciato solo nel 1997. Il progetto fu ideato da Jose Fernandez, noto per il costume di Batman Forever nel 1995 e altri blockbuster futuri.
La produzione dei due costumi costò circa 250.000$ per accompagnare i vari eventi sportivi esclusivi in programma. Tuttavia, nonostante la partecipazione a numerose competizioni in tutto il mondo, tra cui l'atletica leggera in Australia (in omaggio alle origini del fondatore Campbell) e le partite di calcio a Monaco, il programma Sports Entertainment non riuscì a ottenere un'enorme popolarità. Questo avvenne anche perché, a seguito della crisi finanziaria che colpì il mercato asiatico, Nike si trovò costretta a effettuare tagli, concentrando le risorse esclusivamente sulla commercializzazione di calzature.
Cosa non funzionò realmente? Swoosh Superhero rappresentò un ambizioso tentativo di combinare il mondo delle mascotte con quello degli eventi sportivi, ma molto probabilmente era un progetto troppo ambizioso e avanti con i tempi. Il primo film della Marvel sarebbe arrivato solo 10 anni dopo, rivoluzionando totalmente il nostro rapporto con gli eroi. La cura e l'ossessione per i dettagli non possono essere l'unico strumento per creare qualcosa d'impatto per le persone, ma è sicuramente bello vedere dei progetti così coraggiosi che sfidano anche il tempo, specialmente quando vengono realizzati da un brand che ha messo l'ambizione al centro della sua storia.
Vi lascio con questo spettacolare video.
PROGETTARE CON LE GRIGLIE
Come reagiresti se ti dessi un foglio bianco su cui fare un disegno? E se, invece, dicessi: 'Crea un disegno utilizzando solo linee rette'? Siamo portati a pensare che le guide o regole possano diminuire la nostra creatività. Designing Programs di Karl Gerstner è uno dei libri centrali su questo argomento, pubblicato nel 1964, anticipa quello che diventeranno le basi del design computazionale.
La sua idea non era una soluzione ai problemi, bensì la creazione di programmi per affrontare le sfide. Mi spiego: per nessun problema esiste una sola soluzione; possono esistere diverse soluzioni, tra le quali una è la migliore in determinate condizioni. Descrivere il problema o delimitarlo diventa parte della soluzione. Ciò implica non prendere decisioni creative basate solo su sentimenti o estetica, ma adottare criteri intellettuali. Quanto più precisi e completi sono questi criteri, tanto più creativo diventa il lavoro. Gerstner propone la creazione di un insieme di regole, che possono essere griglie, forme o tutti quegli elementi che possono guidare ogni singola scelta progettuale.
Un esempio concreto è il logo di Holzäpfel, che funge contemporaneamente da sistema a griglia, carattere e simbolo distintivo per l'azienda. Il programma di progettazione costituisce la struttura di base del logo, adattandosi dinamicamente a varie realizzazioni di prodotti di design.









Il fascino e l'ossessione di Gerstner per i sistemi traspaiono chiaramente in ogni sua pubblicazione. In "Compendium for Literates: A System of Writing", esplora le teorie che circondano la progettazione del linguaggio e della sintassi come mezzo per creare modalità di comunicazione più efficienti. In un mondo in cui la progettazione sembra complicarsi sempre di più a causa dell'aumento degli elementi con cui abbiamo a che fare, ragionare per sistemi diventa uno strumento per gestire questa complessità.
CURIOSITÀ
Karl Gerstner progetta un carattere tipografico chiamato Gerstner Programm, nel tentativo di armonizzare ed estendere Akzidenz-Grotesk. Il saggio del 1963 intitolato 'The Old Akzidenz-Grotesk on a New Basis' narra la sua analisi di diversi caratteri tipografici grotteschi e la sua decisione di rivalutare Akzidenz-Grotesk:
Preferiamo l'originale Grotesk. Riteniamo che anziché creare nuovi tipi, dovremmo (sottilmente, sottilmente!) migliorare quelli originali, quelli provati e testati. In primo luogo, e in secondo luogo, dovremmo svilupparli in modo armonico, cioè in modo coerente, nel modo più completo possibile."
Forgotten Shapes cerca di riportare alla luce il lavoro tipografico di Gerstner, precedentemente inaccessibile al nuovo pubblico. Questo consente ai designer di esaminare le tecnologie del passato e i loro risultati estetici, fornendo una visione approfondita dei metodi e dell'approccio di Karl Gerstner






